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di Francesca Ceci
Waris Dirie, infibulata a 3 anni, ci racconta la sua battaglia contro le MGF
Cosa sono le Mutilaioni Genitali Femminili?
“Sono tutte le pratiche che prevedono la rimozione parziale o totale dei genitali femminili per far in modo che la donna non provi piacere sessuale. Questo perchè si crede che così resti fedele al proprio marito. Il fenomeno è nato in Africa, ma oggi è diffuso anche in Medio Oriente, in particolare nel sud – Est asiatico e tra i tanti immigrati in Europa. Stando alle stime di Who (Organizzazione Mondiale della Salute) sono 150 milioni le donne che, in tutto il mondo, sono state vittima di questa pratica. Oltre 500.000 in Europa”.
Nel libro “Fiore del Deserto” racconti di essere stata infibulata a soli 3 anni.
“Di solito le mutilazioni sono praticate su bambine tra i 2 ed I 5 anni, alcune volte accade che vi siano sottoposte addirittura dopo pochi giorni di vita o, raramente, prima di sposarsi. Io ero piccolissima, ma abbastanza grande per ricordare tutto e capire immediatamente che era qualcosa che non doveva accadere più a nessun’ altra donna”.
A 15 anni scappi di casa per fuggire da un matrimonio combinato con un uomo anziano. Poi Mogadiscio e Londra dove fai la cameriera. Un giorno il fotografo Terence Donovon ti nota in strada per la tua bellezza. Inizia una carriera strepitosa come modella (Calendario Pirelli, campagne per la Revlon). Hai raccontato la tua storia ad una giornalista della NBC quando la tua carriera era al top. Non hai avuto paura delle conseguenze?
“Dal momento in cui sono stata infibulata, ho deciso che avrei combattuto ogni giorno della mia vita contro questo crimine. Sebbene fossi solo una bimba, sapevo che un giorno avrei avuto una chance per parlare alle altre ragazze. Non ho mai messo in secondo piano la mia battaglia e quando ho avuto la mia chance, l’ho presa al volo”.
Oltre ad essere umiliante per la dignità, questa pratica è dannosa anche per la salute della donna che è costretta a patire le pene dell'inferno la prima notte di nozze, durante il parto. Oggi il fenomeno è diffuso anche in Nord America, Europa e Australia, a causa della crescente presenza di immigrati provenienti da paesi africani.
“Nel 2005 ho pubblicato il mio terzo libro “I bambini del deserto” rivolto a tutte le comunità di immigrati in Europa che continuano a praticare le mutilazioni. In Paesi nei quali ci sono molti immigrati, come Inghilterra o Francia, le comunità vengono spesso isolate e si chiudono. Questo favorisce il persistere del fenomeno”.
Stando ai numeri ufficiali, in Italia sono circa 40.000 le donne infibulate.
“È un numero scioccante e il rischio è che può aumentare. Bisogna metterle in guardia. È importante che gli immigrati si integrino, che non siano isolati dalle società in cui vivono e si instauri un rapporto di cooperazione con le Autorità”.
Per il tuo impegno umanitario sei stata proclamata Ambasciatrice dell’ONU da Kofi Annan e Cavaliere della Legion d’Onore da Nicolas Sarkozy.
“Ne sono onorata, ma questi riconoscimenti valgono esattamente quanto le email che ricevo ogni giorno dalle donne di tutto il mondo per dirmi che la mia esperienza ha dato loro forza e speranza”.
Cos’è la Fondazione Waris Dirie?
La Fondazione è nata nel 2002 per affiancarmi nella lotta: conduciamo ricerche, promuoviamo campagne di informazione in tutto il mondo, forniamo notizie tramite email, il sito (www.waris-dirie-foundation.com) e altri canali come ad esempio Facebook ed un Blog (warisdirie.wordpress.com). La Fondazione sostiene anche progetti di sviluppo in Africa per creare lavoro alle donne, aiutandole a diventare più sicure e più indipendenti.
Cosa possiamo fare per fermare questa procedura disumana contro le donne?
“Informare. Essere sicuri che ogni persona in questo mondo conosca questo crimine orribile, sostenendo tutto ciò che aiuti a migliorare la condizione delle donne in Africa e in tutte le società dove è praticata. L’infibulazione è un sintomo di sottomissione e noi dobbiamo lottare contro la sottomissione delle donne”. |