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di Sabrina Bedin
È considerata una delle persone più influenti del web. Il che potrebbe sembrare insolito, trattandosi di una donna. Innovativa e carismatica, questo avvocato californiano un po’ fuori dalle righe si è ritrovata ad essere – in tempi record e per sua stessa ammissione “suo malgrado” – un leader in campo informatico. Le piacciono le sfide, e forse proprio per questo nel 1999 abbandona una brillante carriera nell’ufficio legale di Netscape per buttarsi a capofitto in un progetto in cui pochi credevano, ma che è stato un successo a tutti gli effetti: rompere il dominio di Explorer con un programma alternativo creato da volontari reclutati in rete. È Mitchell Baker, presidente e fondatrice della Fondazione Mozilla, organizzazione no-profit conosciuta in tutto il mondo per il browser Firefox e la cui missione è promuovere l’apertura e l’innovazione in Internet.
La incontriamo al Drumbeat Festival, grande evento organizzato da Mozilla che dal 3 al 5 Novembre ha riunito nella città di Barcellona oltre 400 persone provenienti da più di 40 Paesi, per dimostrare come Internet stia cambiando le nostre vite rivoluzionando l’apprendimento e la modalità di condividere informazioni. L’obiettivo cardine è trasformare gli utenti in creatori attivi delle proprie esperienze online; da qui il motto: “imparare qualcosa costruendo qualcosa”.
Mitchell Baker all’interno del progetto Mozilla e Mitchell Baker nella vita. Tutto il mondo parla di lei. C’è qualcosa sulla quale non è d’accordo.
“Mozilla mette insieme stadi differenti della mia vita e li racchiude in un solo posto. Sono sempre stata interessata a come le persone scelgono di lavorare insieme, a come formano delle società ed a come le società funzionano; a cos’è che fa di un gruppo una comunità sana che fa delle cose. La questione di come le persone trovino un modo di lavorare insieme in progetti comuni è sempre stato importante per me. E mi è sempre piaciuto “fare cose”. I miei genitori avevano un piccolo negozio familiare e sono cresciuta così. Mozilla mischia varie cose. È azione, non parole. Noi abbiamo idee, abbiamo valori ed i valori sono importanti nel determinare perché facciamo delle cose concretamente. Vogliamo qualcosa che sia diverso e migliore. A volte le persone parlano, parlano, parlano ed io posso essere d’accordo su ciò che dicono, ma questa non è “azione”. Chiaramente mi piace la tecnologia. La tecnologia dei computer sta attraversando un momento di grande crescita e cambia continuamente; puoi guardare avanti ed immaginare sempre qualcosa di differente, e provare a farlo. Il fatto che Mozilla fosse nel Network era la mia maniera di guardare avanti. Ma volevo che dietro la scena, più di tutti, ci fossero i giovani. Dunque ho dovuto imparare che il ruolo di Mozilla non era dietro la scena. È un nuovo modo di fare le cose, e penso sia stato sorprendente ritrovarmi ad essere un leader a Mozilla”.
Lei lavora con volontari, interessante quanto insolito, soprattutto in un campo come questo
“La natura umana può fare cose straordinarie, ma anche terribili. Le persone fanno cose incredibili ed io sono davvero orgogliosa di provare a costruire un sistema che incoraggi la gente a fare qualcosa e di farlo in modo comune ed eccitante. E perché il tutto funzioni devono considerarsi vari aspetti comunitari, che includono gli impiegati, ma anche i volontari. Noi costruiamo il sistema per fare tutto ciò. Se inizi a lavorare in un’area di Mozilla ti rendi conto che le persone che prendono decisioni sono competenti e qualificate,ma sono “le persone con cui lavori”; non sono il tuo boss, il tuo manager, il tuo capo; qualcuno che non vedi mai o di cui sei stanco. Le persone che vedi tutti i giorni al lavoro e con le quali collabori vogliono lavorare con te. Se hai un’opinione su qualcosa che sta accadendo ti ascoltano, sono interessati al tuo parere. Tutto ciò è molto diverso rispetto alla vita lavorativa di molte persone”.
Si aspettava tutto ciò quando ha iniziato?
“Ci aspettavamo lo stile di lavorare, ma non l’impatto che abbiamo avuto”.
Cambierebbe qualcosa?
“Vorremmo sempre che la risorsa fosse più veloce, più nuova, più potente, migliore. Vorrei che Mozilla fosse più veloce e più potente; ciò sarebbe indubbiamente grandioso. Ma la maggioranza delle persone ci conosce per Firefox; dunque se potessi cambiare qualcosa, vorrei essere stata migliore nello spiegare perché facciamo Firefox. Stiamo cercando di costruire parte di un’unione che ha a che fare con l’apertura e con individui che hanno il controllo delle proprie vite, persone capaci di creare ciò che vogliono. Noi vogliamo che l’esperienza online sia differente. Se vuoi rendere la tua esperienza differente, noi vogliamo aiutare. Siamo un’organizzazione non-profit, non una compagnia di software commerciale; stiamo cercando di costruire questa opportunità e se potessi cambiare qualcosa, vorrei essere migliore nello spiegare ciò”.
Innovazione a 100 gradi
“Sì. Innovazione e potenziamento individuale. Stiamo cercando di costruire un mondo nel quale chiunque può guardare e dire: “Woawwwww. Ho un’idea. Provo a metterla in atto”! Può funzionare o no, ma devi fare un tentativo. Cerchiamo di aiutare le persone a fare ciò”.
Si parla di M. Baker come della donna che sta cercando di “umanizzare” il Web. Cosa significa per lei?
“Personalmente credo di non avere mai utilizzato tale termine, ma spesso è nella mia mente perché è esattamente ciò che sto cercando di fare. Internet è una realtà talmente potente che sta diventando criticamente indistruttibile per le nostre vite. Dunque penso che dovrebbe beneficiare le persone, intese come individui. Ed è ciò che stiamo cercando di fare con Mozilla. Ci sono molti modi di farlo; le compagnie commerciali tentano di creare dei valori per le loro compagnie e spesso sono migliori di noi, ma noi tentiamo di fare ciò direttamente, creando prodotti che consentano all’individuo di essere padrone della propria vita online; per far sì i che l’essere umano sia sempre la cosa più importante. Penso che umanizzare Internet significhi questo”.
Dicono che lei sia la donna più importante del Web: l’essere donna ha costituito un problema?
“Abbiamo avuto talmente tanti problemi al principio, che è difficile dire quale sia stato il più grande. In realtà penso di essere stata piuttosto fortunata e di avere avuto relativamente pochi problemi,. Ho sempre avuto un partner a Mozilla (il suo nome è Brandon Hike) e non ha mai costituito un problema; e ho sempre lavorato bene con molte altre persone. Non credo che l’essere donna sia stato un grande problema, ma in realtà non posso saperlo. Ci sono donne che quando entrano in una stanza magari vengono ignorate o giudicate in maniera parziale: questi sono problemi ovvi, ma io non ho avuto tali esperienze. A volte le persone mi chiedono se le cose sarebbero state diverse qualora fossi stata un uomo; non lo sono! Per cui non posso saperlo! Ma in definitiva, no; non ho avuto grandi problemi. Il che è sorprendente in un mondo come quello di oggi”.
Qual è la cosa più incredibile ed eccitante che ha sperimentato nel suo progetto?
“La crescita esplosiva del web!”.
Quali sono le aspettative da questo Festival e dal suo progetto? E quale sarà il prossimo passo?
“Il prossimo passo per Mozilla sarà fare un sacco di nuove cose. Volevamo creare competizione e l’abbiamo fatto. Penso che cambieremo molto nei prossimi due, tre, quattro anni e che Mozilla sarà molto diversa. Firefox è parte di essa. E Drumbeat è un progetto creato per incoraggiare le persone a creare; è una cosa davvero nuova e rivoluzionaria, che riunirà circa 400 persone interessata alla tecnologia”.
Può dirmi qualcosa in più circa la parte educativa?
“Sappiamo che molte volte i metodi tradizionali d’educazione, con un professore che spiega e studenti che ascoltano, non sono la scelta migliore. A volte studiare insieme può essere più efficace che studiare da soli; e a volte il web è buono per le persone che lavorano insieme. Drumbeat esplora come le persone lavorano insieme per costruire qualcosa. Drumbeat non è un evento in cui le persone vanno e ascoltano. Le attività sono disegnate per familiarizzare con una nuova idea di apprendimento. Forse funzionerà o forse no, ma riunirà 400 persone interessate a cambiare insieme. (Ride)Ho un sacco di progetti ambiziosi!”.
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