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Fiorella Mannoia in tour con i ragazzi di Progetto Axé tra musica, capoeira e solidarietà PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Febbraio 2012 12:04

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Dal 21 marzo a NAPOLI al 4 aprile a TORINO passando per BOLOGNA, ROMA, PORDENONE, FIRENZE, MILANO, PADOVA

Fiorella Mannoia in tour con i ragazzi di Progetto Axé tra musica, capoeira e solidarietà

 

Parte il 21 marzo da Napoli il tour di Fiorella Mannoia che vede l’artista impegnata sui palcoscenici delle principali città italiane a presentare i brani contenuti nell’album Sud, il suo ultimo lavoro uscito a gennaio dedicato al Sud del mondo. A esibirsi con lei nelle prime otto date ci saranno dieci ragazzi brasiliani, figli delle favelas che Projeto Axé - organizzazione non profit nata in Brasile nel 1990 che recupera i bambini di strada attraverso l’arte, la musica e la danza - ha riscattato dalla vita di strada facendone artisti straordinari. Già musicisti all’interno dell’album della Mannoia, questi ragazzi canteranno e danzeranno sul palcoscenico portando la storia, la cultura e il messaggio di speranza di una terra che si dice benedetta dal Dio della musica e della danza.

Queste le date in cui Fiorella Mannoia, da anni vicina a Projeto Axé, si esibirà con i ragazzi brasiliani: Napoli 21 marzo, Bologna 23 marzo, Roma 24 marzo, Pordenone 28 marzo, Firenze 30 marzo, Milano 31 marzo, Padova 3 aprile, Torino 4 aprile.

A Salvador milioni di persone confinate nelle favelas vivono sotto la soglia di povertà: da qui nasce il fenomeno dei meniños de rua, bambini di strada abbandonati a se stessi, spesso vittime di umiliazioni, brutalità e sofferenze, bambini senza futuro e speranza.

È essenziale desiderare e sognare per i piccoli invisibili che non hanno niente; non serve toglierli dalla strada se non si dà loro un motivo per vivere di nuovo. È su questo principio che si basa la Pedagogia del Desiderio, la metodologia di Projeto Axé che attraverso l’ArtEducazione (danza, capoeira, musica, moda e arti visive) insegna ai giovani a desiderare di nuovo, li rende visibili alla società e li riporta nella comunità, come cittadini responsabili.

Projeto Axé, a oggi, ha accolto e accompagnato verso il recupero oltre 18.000 bambini di cui l’85% non è tornato sulla strada, alla droga o alla criminalità, ma ha trovato una nuova vita. Alcuni di loro, nel tempo, sono diventati sorprendenti artisti come i ragazzi che si esibiscono con Fiorella Mannoia.

 

Progetto Axé Italia Onlus persegue lo scopo di promuovere in Italia le attività e i risultati di Projeto Axé non solo raccogliendo fondi necessari a sostenere la prosecuzione e lo sviluppo delle attività con i giovani in Brasile, ma soprattutto proponendo la metodologia pedagogica dell’Axé come modello applicabile anche alla realtà del nostro Paese per il miglioramento della vita dei tanti ragazzi emarginati e a rischio. Per questo, nel corso del tour, in concomitanza dei concerti saranno organizzati eventi e iniziative, come laboratori e seminari sul tema dell’educazione ai giovani dedicati a educatori e operatori sociali.

 

Per sostenere Progetto Axé, dal 19 marzo all’8 aprile, è possibile inviare un sms al numero 45502 da tutti i cellulari personali TIM, Vodafone, WIND, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali oppure chiamare lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb, TeleTu e Tiscali e donare così 2 euro per finanziare il progetto “Adotta un Educatore".

I fondi raccolti finanzieranno per un anno il lavoro di 10 educatori e l’acquisto dei materiali e degli strumenti musicali utili per l’attività di recupero e didattica.

 

Ufficio Stampa Aragorn

Silvia Panzarin - Marcella Ubezio

Tel 02 465 467.52-58

Cell 349 3235790 - 338 9448972

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Projeto Axé - Centro di Difesa e Protezione per bambini e adolescenti è un’organizzazione non profit nata nel 1990 a Salvador di Bahia (Brasile) a opera dell’italiano Cesare De Florio La Rocca, con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva e istituzionale, attraverso una consolidata proposta pedagogica di accoglienza e inclusione. Axé lavora infatti con bambini e adolescenti educandoli e sollecitandoli a sognare e a “desiderare”.

 

L’Axé, il cui nome nella spiritualità della cultura Candoblé di Bahia indica l’energia vitale, il principio di tutte le cose, segue ogni anno oltre 1000 bambini e ragazzi di Salvador (maschi e femmine, tra i 8 e i 20 anni di età), attraverso percorsi di recupero finalizzati al reinserimento sociale che includono l’apprendimento di discipline artistiche (musica, danza, capoeira, arti figurative, moda), il sostegno alla frequenza scolastica, il reinserimento in famiglia e la reintegrazione all’interno delle comunità di appartenenza.

Axé lavora infatti non solo con i bambini ma anche con le loro famiglie e con le loro comunità; lavora inoltre con altre organizzazioni, così come con le istituzioni, grazie all'intensa e continua attività di formazione (Axé offre corsi di formazione sia agli educatori interni sia a quelli di altre ONG e agli operatori sociali pubblici) e di lobbying per la sensibilizzazione della politica su temi importanti e impellenti, come ad esempio la difesa dei diritti dei bambini, contro l’abuso sessuale, e la dipendenza dei ragazzi dalla droghe.

Projeto Axé è riconosciuto a livello internazionale per la sua opera nell’educazione dei giovani, nella difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti, e nella formazione degli operatori sociali. Numerosi sono i partners, inclusi il governo brasiliano, l’Unicef e l’Unesco.

 

Axé Italia Onlus è nata con lo scopo di divulgare in Italia le attività, i risultati e soprattutto la consolidata metodologia pedagogica di Projeto Axé; si occupa anche di raccogliere fondi per consentire la prosecuzione, e possibilmente l’ulteriore sviluppo, delle attività con i giovani in Brasile.

Informazioni: www.axeitalia.net


Cesare de Florio La Rocca, fiorentino, è fondatore e presidente di Projeto Axé. Ha dedicato la sua vita all’educazione. Laureato in teologia e filosofia nonché in giurisprudenza, ha lavorato con numerose organizzazioni per l’infanzia, in Italia e in Brasile, inclusa l’Unicef, ed è stato insignito di numerosi titoli onorifici e premi.

Cesare ha 74 anni dei quali 45 passati di Brasile. Anni cantati, danzati, anni di pianto e grida nella foresta amazzonica, in una favela di Manaus; trascorsi tra gli incanti e le fatiche della Città Meravigliosa (Rio de Janeiro), tra la mancanza di angoli e le esagerazioni delle strade di Brasilia, tra la negritudine planetaria e provinciale di Salvador de Bahia di Tutti i Santi e tutti gli Orixàs; passando da un’organizzazione religiosa a un organo federale, da un’agenzia internazionale a una ONG, portando con sé nel cammino del mondo sogni e desideri, passioni e malinconie. Menestrello di molte sconfitte e poche vittorie. Sempre nel segno dell’infanzia e della gioventù che sono l’Axé, ossia l’energia più preziosa di una Nazione.

Marcos Carvalho è esperto di pedagogia di strada e responsabile della formazione sulla “Pedagogia del desiderio” di Axé. Coordina inoltre le attività pedagogiche nel centro di accoglienza di Salvador, ed è membro del Consiglio Direttivo di Projeto Axé.

 
Stop MGF-Mai più mutilazioni genitali femminili PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Settembre 2009 13:00

“In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione genitale femminile (MGF), diffuse in 28 paesi africani, in Medio Oriente e nel sud est asiatico.

Inoltre esiste un alto rischio che le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un periodo di vacanza nel paese dei genitori”.

Questi i risultati presentati da Pilar Saravia, presidente dell’Associazione NoDi – I nostri diritti - a conclusione del progetto STOP MGF, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

Le vittime di queste pratiche, supportate nel nome della tradizione, sono soprattutto bambine tra i 4 e i 15 anni: l’età a rischio è soggetta ad un graduale abbassamento per evitare eventuali resistenze da parte delle stesse bambine, che, una volta adulte, subiranno con gravi conseguenze psicologiche sofferenze fisiche provocate da malattie, rapporti sessuali dolorosi, infertilità, infezioni e parti pericolosi.

L’Associazione NoDi, che da anni s’impegna in azioni concrete per il rispetto della dignità della donna immigrata in Italia, ha affrontato il difficile tema delle mutilazioni genitali femminili attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione tra la popolazione migrante, proveniente dai paesi a rischio e insediata nella Regione Lazio. 

Il progetto STOP MGF, iniziato nel febbraio 2007, si è sviluppato attraverso tre fasi: formazione degli operatori socio sanitari, curata dal San Camillo – Forlanini, ricerca del fenomeno, realizzata dall’IRPPS-CNR, e sensibilizzazione/prevenzione delle comunità interessate, seguita da NoDi. 

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