di Marina Ba ldi
È un duro colpo all'immagine maschile, quello che è stato inferto dalle recenti notizie che riguardano la fertilità. Numerosi studi infatti dimostrano che la percentuale di spermatozoi nell'eiaculato di un uomo considerato normalmente fertile negli ultimi 20 anni si è dimezzata. Già in precedenza era stato evidenziato che tra il 1940 ed il 1990 la concentrazione media era passata da 113 a 66 milioni di spermatozoi, ma negli ultimi anni la situazione è drammaticamente precipitata. Sotto accusa lo stile di vita, che con smog, fumo, alcool, stress e vita sedentaria, ha un ruolo fondamentale in questo processo che sembra irreversibile.
Ne parla il Dott. Thierry Suter, direttore di un centro svizzero per la cura della sterilità che , in un lavoro recentemente pubblicato, evidenzia come, con i dati ottenuti dallo studio di numerosi pazienti che accedono alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), questo fenomeno sia in costante aumento. Vengono infatti sempre più spesso evidenziati infezioni ed altri problemi andrologici che incidono in modo irreparabile sulla fertilità maschile, anche in considerazione del fatto che quasi sempre gli uomini si sottopongono ad accertamenti solamente quando desiderano avere un figlio che invece non arriva. Molto spesso però si tratta di problemi che hanno origine in età giovanile e che sarebbero facilmente risolti con semplici controlli medici e opportune terapie.
Lo stress e la vita sedentaria poi, a lungo andare peggiorano la situazione che a volte è già compromessa da deficit ormonali, varicocele, criptorchidismo o fattori genetici. In realtà il fenomeno è ancora più preoccupante se si considera che l'apice della fertilità è, per entrambi i sessi, intorno all'età di 20-25 anni, ma nella donna decresce già dopo i 30 anni in modo del tutto naturale, in quanto nelle ovaie già alla nascita sono presenti tutti gli ovociti primordiali che matureranno mese per mese ed invecchieranno con la donna. Nell'uomo invece il livello fertilità dovrebbe essere molto più stabile anche con il passare degli anni perché la produzione di cellule germinali avviene in modo più stabile e continuo.
Un ruolo sempre più importante in questo processo è ormai stato assegnato all'inquinamento atmosferico, dato che già da qualche anno si è dimostrata l'azione negativa ad esempio della diossina e del policlorobifenile sul numero e sulla motilità degli spermatozoi. la cosa migliore da fare, quando il bimbo non arriva è quella di rivolgersi ad uno specialista, perché con un semplice esame del liquido seminale, chiamato spermiogramma, è possibile evidenziare un numeroso gruppo di anomalie che con opportune terapie molto spesso possono essere risolte. Un terzo degli uomini infertili, infatti riesce ad avere una paternità naturale dopo le opportune cure, ma anche gli altri con le moderne tecniche di fecondazione assistita riescono a risolvere il problema del concepimento, che, è sempre utile ricordare, nulla ha a che vedere con una soddisfacente attività sessuale. Anche chi è del tutto azoospermico, in alcuni casi, sottoponendosi a biopsia del testicolo, riesce a recuperare alcune cellule gametiche che, con la ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo), consentono il concepimento.
Il risultato di tutto ciò è che il numero di coppie che hanno bisogno della PMA è in continua crescita anche per la tendenza moderna di pensare alla procreazione in età sempre più avanzata che di per se, per quanto sopra esposto, rappresenta un fattore limitante.
Non dimentichiamo quindi che anche in questo settore la prevenzione è di fondamentale importanza e che con una semplice visita di controllo dall'andrologo e qualche semplice esame di laboratorio, in molti casi si preserva una situazione di fertilità che poi negli anni può tenere fuori la coppia da percorsi molto faticosi e psicologicamente impegnativi. |