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Politica
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Giovedì 01 Dicembre 2011 13:23 |
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di Pierluigi Severi
L’Italia di queste settimane assomiglia ad un condannato a morte davanti ad un plotone di esecuzione, i mercati. Ogni notizia è un macigno, investe e aggrava la nostra terribile crisi, borse a picco, disoccupazione alle stelle, interessi sul debito che si accumulano, Italia come la Grecia: è un bollettino di guerra. Il condannato a morte spera sempre, fino all’ultimo minuto, di essere graziato. Magari si inceppato i fucili. Tutti? Mercati, agenzie di rating, Bce, quei cattivi di Merkel e Sarkozy? O magari “arrivano i nostri”.
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Mercoledì 04 Maggio 2011 15:01 |
di Pierluigi Severi
Nella politica italiana volano le accuse di “distrazione” dai problemi reali. Per Marco Pannella “Lampedusa è un’invenzione leghista”; la Lega ingigantirebbe il caso migranti per coprire le vere notizie, cioè la Libia e il nucleare. Per il PD, Berlusconi avrebbe fatto il blitz a Lampedusa per distrarre l’attenzione dei media dalle “forzature del Pdl, della Lega di Bossi e dei cosiddetti responsabili” sul processo breve e prescrizione breve. Nell’ Italia dei diversivi, qualcuno sa che oltre la Libia, Lampedusa, il processo Mills e Ruby, c’è anche un paese economicamente in mutande? Eppure, malgrado le “distrazioni” parlamentari, in vasta parte dell’ opinione pubblica resiste l’idea che non ci sia ancora un leader che possa sostituire Berlusconi, e la convinzione che le opposizioni confidino più nei magistrati che nella politica per mandare a casa il premier, altrimenti imbattibile.
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Lunedì 06 Dicembre 2010 13:35 |
di Pierluigi Severi
La gente, che incontriamo in strada, al bar, in ufficio, sul bus o in treno, è alle prese con i problemi concreti della crisi, dei soldi che mancano per arrivare a fine mese, del lavoro che non c’è, del fisco esoso. E poiché la politica non li risolve, è sempre più lontana dalla politica. Dire che non è politicizzata è dire niente: è rassegnata, indifferente, talvolta schifata. Difficile darle torto; la situazione italiana è ormai non commentabile, tanto è insensato e incomprensibile quel che succede in Parlamento, tra e nei partiti. Ma, attenzione, fatta la tara del degrado politico tutto casalingo - lo scontro continuo sulla giustizia è un caso unico al mondo- , per il resto l’ Italia non è diversa dall’ Europa per quattro fattori che stanno mettendo in crisi i governi, le istituzioni, i partiti, le associazioni d’impresa, i sindacati dei lavoratori, e più in generale le relazioni sociali, in ogni democrazia europea.
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Martedì 09 Novembre 2010 16:06 |
di Pierluigi Severi
La salute dell’Italia politica, da cagionevole qual era, è peggiorata e a rischio letale, non per le febbri stagionali che stampa e tv amplificano: lo scontro Fini-Berlusconi, la vecchia ruggine tra Veltroni e D’Alema, le escort, la droga nei palazzi del potere, le propensioni omosessuali dei politici, gli scandali della casta. È allo stremo delle forze per un morbo ben più pericoloso e maligno contro cui nessuno – né centrodestra né centrosinistra – ha mai trovato l’antidoto. Questo morbo che ci appesta dal 1994, si chiama instabilità di governo. In sedici anni, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, D’Alema II, Giuliano Amato, Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, infine Berlusconi IV da due anni ed è già azzoppato.. Il patologico succedersi dei governi era il morbo che si attribuiva alla prima repubblica, non lo si è stroncato, anzi è più vivo che mai, anche per colpa di leggi elettorali improvvisate – il Mattarellum – se non addirittura scellerate come quella vigente, il Porcellum per dirla con il suo stesso estensore, il ministro Calderoni.
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Martedì 12 Ottobre 2010 15:19 |
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di Pierl uigi Severi
Tra le tante cose sbagliate, fatte e dette dall’on. Di Pietro, una è azzeccata: nel suo blog si è chiesto “Dove sono gli italiani?”. Giusto chiederselo. Certo, lui si riferisce ai sondaggi che danno ancora vincente Berlusconi in caso di elezioni e se la prende con l’Italia che non si indigna più. Noi, nell’anno delle celebrazioni del 150esimo dell’Unità di Italia, ce lo chiediamo più in generale. Sembriamo (o davvero siamo diventati) un paese senza spina dorsale, senza sentimento, creatività, immaginazione, senza più voglia di futuro, campiamo alla giornata, sgomitando e pensando che la vita si riduca al portafoglio.
Ci becchiamo tutto senza reagire, persino Gheddafi che, ospite in casa nostra, invoca un’ Europa islamica e alle donne cattoliche spiega quanto siano più libere le musulmane. La sola identità certa dell’ Italia è geografica, orgoglio nazionale e amor patrio non si vedono più neppure nel tifo per la nazionale di calcio. I rischi di sgretolamento di una coesione nazionale di per sé già debole ci sono, non sono ubbie intellettuali.
Ci pensa il Presidente della Repubblica a ricordarcelo: “Chi si trova ad immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio”.
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