di Francesc a Ceci
Panmela Castro è una gio vane artista multimediale che utilizza graffiti e street art per promuovere il cambiamento sociale e combattere la violenza sulle donne. Per portare avanti il suo progetto, si avventura nelle baraccopoli di Rio de Janeiro per creare murales ed informare sulla legge Maria da Penha che prende il nome di una donna che è stata cos ì duramente picchiata dal marito restando paralizzata a vita. Panmela usa la sua arte come un'ancora di salvezza per le vittime e i testimoni che troppo spaventati per parlare, oggi, dopo essere stati informati dei loro diritti, hanno trovato la forza di denunciare.
Nel 2006 è stata approvata in Brasile la prima e unica legge contro la violenza sulle donne, chiamata legge Maria da Penha che prende nome dalla donna che dopo essere stata picchiata così duramente dal marito è rimasta paralizzata. Per educare e informare le donne sui loro diritti e su questa legge hai fondato Artefeito insieme ad altri giovani artisti. “All’inizio eravamo solo ragazze “folli” che facevano graffiti p er parlare di donne, ora siamo ragazze responsabili e organizzate che cerca no di cambiare il modo in cui la società guarda alle donne, non solo nella nostra comunità, ma a livello mondiale. Il problema della violenza, come altre questioni che riguardano le donne, è comune a tante culture nel mondo, la differenza è il livello con il quale si manifesta. Se costruiamo una cultura di rispetto verso le donne in tutto il mondo, avremo un miglior livello di vita per le donne in tutte le comunità, anche nella nostra. All’inizio pensavo che il mio contributo fosse davvero marginale rispetto ad un problema così grande, ma ho visto cosi tante donne combattere per questo stesso ideale che ho capito che da sole non possiamo fare niente, ma lavorando tutte insieme abbiamo la forza e la possibilità di cambiare davvero le cose”.
In Brasile viene uccisa una donna ogni due ore: la maggior parte è vittima di parenti, mariti, fidanzati, ex partner o uomini respinti. Lo Stato con il maggior numero di donne uccise per delitti passionali è Rio de Janeiro, una ogni 24 ore.
È un dato scioccante e anche se sono stati fatti passi in avanti, la situazione è ancora drammatica…
“A Rio viviamo un momento di grande trasformazione. La nostra città, l’economia, il livello di attenzione verso la violenza, stiamo cercando di gettare le basi per creare un posto migliore per la prossime generazioni. Le donne sembrano libere, possiamo lavorare, studiare, siamo uguali per la Costituzione, ma, nella testa degli uomini siamo ancora oggetti di loro proprietà. Ma le cose stanno cambiando. Gli uomini iniziano a sentire il peso della nostra autonomia. Il nostro lavoro con Nami è proprio quello di fare in modo che questo processo avvenga il più velocemente possibile, che l’uguaglianza non sia solo nella Costituzione, ma nella cultura”.
Cos’è Nami?
“Nami è un’organizzazione no profit che ho fondato con le ragazze che fanno graffiti a Rio, ha lo scopo di utilizzare l'arte per promuovere i diritti delle donne. Siamo un grande gruppo fatto di fotografi, artisti, cantanti, persone che amano l’arte e pensano di poter dare un contributo per rendere migliore il mondo”. "Chi ama abbraccia, non maltratta il suo amore”…
“Sì, sono i versi della canzone che fa parte di una campagna contro la violenza promossa da REDEH e dall’Istituto Magna Mater in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nami è un’organizzazione giovane, di cui fanno parte ragazze giovani e siamo partner di questa importante iniziativa. La clip è stata mostrata in tv, nelle metropolitane, in radio e usando tutti i mezzi di comunicazione a nostra disposizione per alzare il livello di comunicazione del problema e arrivare a quante più persone possibile”.
Nel 2010 hai vinto il Vital Voices Global Award per i diritti umani e il prossimo marzo riceverai il Diane Von Furstenberg Awards a New York. “Sì, è bello vedere che il mio lavoro riesce a richiamare attenzione perché questo mi consente di confrontarmi con gli altri su questa tematica così importante per poter portare la mia esperienza alle altre ragazze. Tutti questi riconoscimenti sono, inoltre, il mezzo attraverso il quale le altre persone possono vedere quello che stiamo facendo a Rio”. Pensi che la musica e l'arte possano svolgere un ruolo importante e concreto verso il cambiamento?
“Sì, l’arte è nella vita di ciascuno di noi ogni giorno, ne siamo circondati, la respiriamo. Abbiamo uno strumento così importante per comunicare, dobbiamo usarlo”.
Sei una ragazza giovane e coraggiosa. Cosa vuoi dire alla donne vittime di violenza?
“La violenza non è un problema di una singola persona, è un problema di tutti, nessuno deve sentirsi escluso, tutti dobbiamo lottare per combatterla”. |