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di Olga Mammoliti Severi
In edicola il nuovo Minerva tabloid, 40.000 copie di tiratura con un prezzo di copertina di soli 30 centesimi.
Minerva non ha mai avuto una vita facile. Lo sapeva bene la sua fondatrice e direttrice per 26 anni, Anna Maria Mammoliti, quando spesso si ritrovava a lanciare appelli di sostegno alle lettrici e ai lettori più vicini al mensile.I motivi di queste cicliche crisi sono sempre gli stessi: carenza di sponsor e le sistematiche riduzioni dei fondi pubblici per l’editoria. Ma questa volta i tagli sono davvero pesanti.
A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento di semplificazione e riordino previsto dall’art. 44 del D.L. n. 112/08, d’ora in poi i contributi erogati saranno solo il 30% dei costi ammissibili (cioè di quelli relativi alla sola testata) e non il 50%, come è stato fino ad ora. Per noi questo si tradurrà in una perdita di oltre 70mila euro. Troppi per garantire il magazine di 64 pagine. La dilagante crisi economica ha indotto inoltre le aziende private e le istituzioni a sforbiciare drasticamente gli investimenti riservati alla comunicazione. Risultato? Gli editori puri, ovvero la piccola editoria, rischia di scomparire, mentre i grandi gruppi editoriali, siamo ormai stanche di ripeterlo, si dividono la torta della pubblicità secondo logiche di potere che non ci appartengono.
Nonostante questo quadro, a dir poco cupo, e dopo 27 anni di ininterrotte pubblicazioni, Minerva non ha alcuna intenzione di arrendersi, di tacere. Ci siamo detti: piuttosto ci alleggeriamo. Di pagine, di carta, certamente non di contenuti. Uno dei punti di forza della democrazia è la pluralità dell’informazione. Forse mai come in questo momento si è rischiato di tappare la bocca a tante piccole testate, a tanti giornalisti non prezzolati.
Le libere idee raccontano il nuovo che c’è nella società, sono il terreno più fertile dove edificare uno spazio fisico e mentale autonomo da lacci e manipolazioni. Minerva, da sempre, è orgogliosa del suo sottotitolo “Il piacere di parlar chiaro” che esprime efficacemente la linea editoriale della testata.
Continuerà, quindi, ad interpretare i tempi con coraggio, chiarezza e obiettività, grazie anche alla collaborazione preziosa e gratuita, delle amiche e degli amici.
Almeno questo ce lo possiamo permettere.
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