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Il maschilismo, disastro italiano PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Dicembre 2010 10:24
di Olga Mammoliti Severi
 

 

Siamo alla fine del 2010, è tempo di bilanci e, purtroppo, sia per il nostro Paese che per le donne in particolare  non sono positivi.  Allora, permettetemi una breve riflessione sull’anno che stiamo per lasciare nel corso del quale l’ Italia è stata ed è vittima, indubbiamente, di tre disastri: i rifiuti in Campania, il degrado idrogeologico dal Nord al Sud, la crisi con disoccupazione crescente. Ma ne va aggiunto un altro, forse più devastante, perché arriva alla radice del nostro degrado culturale: il maschilismo. Un ritorno? Concordo con Kristina Kappelin, corrispondente della tv pubblica svedese in Italia quando, in un servizio sull’ Internazionale dal titolo “Non è un paese per le donne”, scrive che “il sessismo non è una invenzione di Berlusconi. Il premier l’ha rispolverato, tirandone fuori gli aspetti peggiori”. Le Noemi, D’Addario, Ruby, una interminabile pruriginosa telenovela di escort tra difese (“l’ommo è ommo”) e rassegnate alzate di spalle (“pensiamo ad altro”). Si sa, siamo un popolo di incalliti maschilisti, complici anche molte donne, purtroppo. “Secondo i sondaggi, le ragazze italiane che vogliono diventare veline sono più numerose di quelle che aspirano a diventare medici, avvocati o imprenditrici”, rincara Barbie Nadeau di Newsweek. L’esempio fa scuola. Con Bassolino presidente, la regione campana aprì un corso di formazione per veline. Ricordate?

Ci saranno anche un po’ di forzature da parte delle commentatrici straniere sulla realtà femminile italiana, ma il discredito internazionale sommato ai deteriori modelli sociali propinati alle nuove generazioni devono gettare allarme. Se in una delle più viste tv-comedy americane, quando entra in scena una bella figliola in bikini e le chiedono “tu chi sei ?”, lei risponde “una senatrice italiana”, c’è poco da scherzare. Anche quest’ anno, abbiamo dedicato molte copertine di Minerva e articoli alla condizione della donna. Che si trattasse del velo islamico, della Sakineh o di donne immigrate vittime di una barbara violenza coranica, di Gheddafi e il suo harem di ragazze italiane, o della difficoltà di vita delle madri sole, non abbiamo mai smesso di gettare il nostro sguardo sul mondo e sull’ Italia, fino ad arrivare a quel “Bella non stare zitta” dello scorso numero. Ancora una volta, in primo piano, la mortificante regressione dell’immagine della donna, ovunque, nei palazzi del potere, sui media, nei posti di lavoro, nella società. Proprio per questa nostra attenzione sul peggio che sta capitando alle donne, non ci accontentiamo delle istituzioni che prestano attenzione (generica) soltanto sulla violenza contro le donne e su quella domestica in particolare, che pur c’è e in aumento. Serve ben altro impegno per l’effettivo superamento della disparità pubblica tra uomini e donne, per il riconoscimento, istituzionale e mediatico, della donna come persona, non come oggetto di piacere. Lì sta la svolta culturale e civile, che non si vede. Per quanto ci riguarda, in chiusura di anno, vi presentiamo uno spaccato di una realtà italiana diversa e positiva, quel “vero volto delle donne” che è fatto di lavoro, talento, creatività e impegno. C’è un’altra Italia, insomma, che esce dagli esemplari modelli femminili premiati anche nell’ edizione 2010 del Premio Minerva Anna Maria Mammoliti

Infine, due parole sul nostro ottimismo della volontà. Sono  tornata da un Convegno Europeo sul tema “La tratta degli esseri umani”, all’Università di Tirgu Mures, una città del nord-ovest della Romania. Laura Guercio, Simona Lanzellotto ed io abbiamo svolto interventi, dando, credo, un’ immagine dell’Italia seria e positiva. Lo dico unicamente per sottolineare che non è nostra abitudine sparlare del nostro Paese: denunciare l’indecente maschilismo che invade ogni aspetto della vita italiana non è affatto sparlarne. Al contrario, è salvare la dignità delle donne e, con essa, dell’Italia, che è donna, come il ben-augurante “Dio è donna” della neomamma Gianna Nannini.

 

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