Gli aggettivi che hanno sempre accompagnato il profilo privato e pubblico di Annamaria Mammoliti possono esser così riassunti: forte, coraggiosa, generosa. Il tratto visivo che più colpiva era il suo sorriso e la sua risata straordinaria, aperta, contagiosa.
Salentina di nascita, nata a Melissano prov. di Lecce il 28 agosto 1944, da madre casalinga e padre laureato in legge, allora segretario generale del Comune di Reggio Calabria, si trasferisce giovanissima dalla casa della nonna materna a quella dei genitori in Calabria, dove frequenta le scuole medie. Dopo un matrimonio contratto da giovanissima e ben presto fallito, cerca di rifarsi una vita, tra Lugano, Ginevra, infine Roma, dove vive anni di precariato lavorativo in cui viene a contatto con il mondo sindacale e politico.
Nel 1967 è coordinatrice del sindacato telescriventisti giornalieri di Roma. Cinque anni dopo, responsabile femminile della Federazione PSI di Roma la vede in prima fila nei movimenti a sostegno della legge sul divorzio e sull’aborto . Nel 1973, autrice del saggio “Sviluppo socio-economico della donna nei secoli”. rivista Hermes. Bulzoni Editore.
Dal 1974 al 1977 è copresidente nazionale dell’Unione Donne Italiane per la componente socialista, dove conosce Giglia Tedesco, rimasta grande amica fino alla sua morte, come lei ha scritto in suo ricordo: “Mia amica. Ebbene sì. Dagli anni 70, entrambe nell’Udi, lei per il Pci io per il Psi, accomunate dagli ideali e dalla pratica politica a sostegno delle donne, dei loro diritti civili e sociali. Anni di fuoco e di passione, con lei quasi tenera madre nei miei confronti.
Ma furono anche anni di conflitti a sinistra. Eppure, Giglia ed io restammo sempre amiche... Forte e dolce, amica di Minerva e del Club delle Donne”
Nel 1977, diventa responsabile della Commissione diritti civili del PSI di Roma, e coordinatrice del gruppo di lavoro sul documento “Art. 3 della Costituzione: la condizione della donna”. Nell’aprile 1981, redige lo Speciale Donne “ Senza le donne non si cambia”, in occasione del 42° Congresso del PSI.
La sua vita privata si è da allora sempre intrecciata con la vita politica, testimoniate anche dai 36 anni del suo matrimonio con Pierluigi Severi, dirigente socialista romano, poi Prosindaco di Roma. Laureatasi in Sociologia con lode, benché sposata e madre di cinque figli, è riuscita sempre a conciliare il ruolo di madre e di donna impegnata.
Oltre che storica dirigente femminile, con una vita dedicata ad affermare i diritti delle donne nella società, ha svolto una intensa attività come giornalista ed editrice.

Fonda e ininterrottamente dirige la Casa editrice Minerva e il mensile omonimo, che esce regolarmente da 26 anni. Malgrado la scarsità di mezzi, riesce ad ampliare in misura crescente la distribuzione e diffusione della rivista, in edicola e in abbonamento, fino a raggiungere negli ultimi anni un lusinghiero risultato di diffusione in abbonamento anche in Europa e nel Mondo ad un target di opinion-makers e di rappresentanti istituzionali. Dalla fine del 2004 è editrice di una nuova testata, Minerva Time, che si alterna al magazine mensile. Fino al 1999 è membro del Consiglio Federale FIEG in rappresentanza dei piccoli editori. Nel 2005 è inserita nel Consiglio Direttivo dell'Eurispes. Sempre nel 2005 entra a far parte della direzione di Mediacoop, l'organizzazione delle cooperative editoriali della Lega delle Cooperative, da cui poi si dimette, rientrando in FIEG.
Al fine di promuovere la rivista e le iniziative editoriali, promuove negli anni numerose iniziative di dibattito, di presentazione di film, anche in anteprima (ad es. “Prenom Carmen” di Jean Luc Godard alla Sala Umberto di Roma nel 1984), e di numerosi libri di autrici e autori italiani, d’intesa con altre case editrici (Longanesi, Marsilio, Mondadori, ecc.).
Nel 1982 riceve il Premio Fregene come coautrice del libro-inchiesta “Peccato Capitale - la droga a Roma”. Dedalo Edizioni, presentato nello stesso anno da Leonardo Sciascia a Roma. Fonda il Club delle Donne, di cui è rimasta Presidente nazionale, un’associazione che mira alla valorizzazione della qualità del lavoro femminile in tutti i campi del sapere.
Nel 1983 idea e istituisce il Premio Minerva, giunto alla XIX Edizione nel dicembre 2008, primo premio al femminile in Italia: un riconoscimento - una spilla in oro e pietre preziose appositamente disegnata dal maestro Renato Guttuso - attribuito ogni anno a donne che si siano distinte per grandi meriti personali e capacità professionali nei vari campi del sapere.
Nell’arco di 19 Edizioni, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sono state premiate personalità femminili come, tra le tante: Simone Veil, Camilla Cederna, Elda Pucci, Diane Fainstein (Sindaco di San Francisco), Nilde Iotti, Olga Villa, Margherita Hack, la pittrice Paola Levi Montalcini, Vasso Papandreu, Wanda Rutkiewic prima donna a scalare l’Everest, Elena Bonner Sacharova, Helen Hancock presidente CPD dell’IBM, Kazimira Pruskiene ex primo ministro lituano, Emma Bonino, Barbara Spinelli, Susanna Agnelli, Tullia Zevi, Lubna Al-Qasimi (Ministro del Bilancio e della Pianificazione degli Emirati Arabi Uniti).
Tra i riconoscimenti, nel 1985, il Club delle Donne riceve il Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio. Nel 1986 Annamaria Mammoliti è nominata dal Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, Cavaliere Ufficiale della Repubblica per l’impegno politico e sociale verso il mondo femminile. Sempre nel 1986 riceve il Premio Donna Città di Roma. Nel 1996 come editrice riceve il Premio della cultura della Presidenza del Consiglio.
Negli ultimi mesi di vita, già sofferente per il peggioramento del suo stato di salute, riceve due premi: il Premio Italia per i diritti umani assegnato dalla Free Lance International Press e il Premio giornalistico UNAR per il costante impegno dedicato alla promozione della parità donna – uomo.
Nel corso degli anni è più volte invitata da Università e Organizzazioni internazionali a tenere relazioni su vari temi, prevalentemente sociali e sui diritti delle donne. Tra questi: ospite nel 1982 del Dipartimento di Stato americano per tre settimane , con numerosi incontri con personalità femminili, tra queste Betty Friedan e Geraldine Ferraro. L’invito è rinnovato nell’anno successivo con un viaggio in tutte le principali città americane, e un calendario di incontri, fissato dal Dipartimento di Stato, con rappresentanti delle istituzioni, delle università, del giornalismo televisivo e della carta stampata, della finanza ed economia. Nel 1986 a Bruxelles, Conferenza stampa su “Donne e lavoro nella Comunità europea”.
Come direttrice di Minerva, promuove e conduce la conferenza stampa, presentando un numero speciale della rivista dedicato al tema, insieme a Beatrice Rangoni Machiavelli, presidente del gruppo “Attività diverse” della CEE. Nel marzo 1987, “L’Europa alle donne-La grande scommessa del prossimo decennio”. Introduce la giornata-convegno. Nel 1989 ad Amsterdam, su invito della Municipalità, è relatrice sui servizi al cittadino in ambito urbano: l’esempio italiano. Nell’agosto del 1981 a Brasilia, su invito della Pontificia Universidade Catòlica Do Rio Grande Do Sul a Porto Alegre, è relatrice sul debito dei Paesi del Terzo Mondo e sulle figure di Anita e Giuseppe Garibaldi “al servizio di antiche e avvalorate idealità”.