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Il Premio Minerva è un riconoscimento istituito dall'associazione Il Club delle Donne nel 1983 e viene assegnato a Donne che operano nei campi del "Sapere" e che, simbolicamente, rappresentano esemplari modelli femminili per le loro capacità professionali e per i valori positivi di cui sono portatrici. Il Premio viene assegnato anche ad un Uomo, per il contributo professionale e umano dato alla società. Il premio consiste in una spilla in oro e pietre preziose raffiguranti la testa di Minerva disegnata per il Premio dal Maestro Renato Guttuso.
La migliore espressione per rappresentare il premio Minerva è definirlo "La Holding dei Saperi". La punta di iceberg della multinazionale delle intelligenze femminili che siamo riuscite a far emergere non solo con il Premio Minerva, ma anche con le nostre attività internazionali di incontro con donne di altri Continenti: Cina, Giappone, India, Canada, America del Nord, America del Sud, Africa ed Europa.
Esperienze che ci hanno fatto conoscere la grande ricchezza umana e professionale che le donne continuano ad offrire, ovunque si trovino: testimonianze, storie, situazioni. Un quadro che si ripete dal Nord al Sud del Mondo e che vede le donne protagoniste nella politica, nella cultura, nella Scienza, nell'Economia, nello Sport. Non solo. Anche nel mondo religioso si affermano sempre più autorevoli voci femminili. Donne più o meno osteggiate dal potere dominante, ma pronte e decise ad andare avanti, in tutti i campi, convinte di essere portatrici di nuovi saperi, di nuovi valori, di nuove passioni.La più bella scoperta fatta, rileggendo la storia della nostra Associazione Il Club delle Donne e delle sue creature, il Premio Minerva e la rivista Minerva, è la coerenza costante ai nostri principi morali e alla nostra cultura laica. Per noi, non è facile dire oggi se quest'ancoraggio alla coerenza sia stato giusto. Di certo, in un Paese come il nostro che dimentica la propria storia e le sue radici con spregiudicata facilità e che cambia modelli culturali con una rapidità tanto vertiginosa quanto pericolosa, tra incalliti trasformisti e opportunisti, l'esserci ancora, con tutto il nostro bagaglio di valori e di cultura, ci rende serene e orgogliose. Troppo spesso la modernità viene confusa con il trasformismo. Noi, al contrario, ci riteniamo moderne e non vogliamo trasformarci. Questa, in estrema sintesi, è la parola d'ordine del Club delle Donne, del premio Minerva e della rivista Minerva, per gli anni futuri.
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