di Simone Ovart
La prima definizione ufficiale di violenza di genere è stata fornita nel 1993 dalla “Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne”. Violenza di genere è un termine molto ampio, ma negli anni è sempre stato associato alle violenze subite dalle donne e dalle ragazze per essere quindi spesso sostituito e/o interscambiato col termine “violenza contro le donne”.
LA SITUAZIONE IN ITALIANA
L’Istat ha svolto per la prima volta nel 2006 un’indagine interamente dedicata al fenomeno delle violenza contro le donne su un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni. L’indagine rileva diversi tipi di violenza: fisica e sessuale dentro e fuori la famiglia, la violenza psicologica e lo stalking. I dati, diffusi però solo nell’Ottobre 2009, rilevano che sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 ed i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita, pari al 31,9 per cento: circa 5 milioni hanno subito violenze sessuali (23,7 per cento), quasi 4 milioni violenze fisiche (18,8 per cento) – di cui 1 milione ha subito stupro o tentato stupro, 7 stupri su 10 sono compiuti dal partner con ripetizione della violenza. Il 24,7 per cento ha subito violenze da un uomo non partner ed il 14,3 per cento delle donne con un rapporto di coppia dal partner/ex. I partner sono più spesso responsabili delle violenze fisiche rispetto ai non partner (12,0 contro 9,8 per cento), il contrario per le violenze sessuali se si tiene conto anche delle molestie (6,1 contro 20,4 per cento), mentre la differenza è lieve considerando solo stupri e tentati stupri (2,4 contro 2,9 per cento). Le diverse forme di violenza si combinano tra loro per autore e tipologia: un quinto delle vittime subisce violenza sia dentro che fuori il rapporto di coppia; il 41 per cento ha subito violenza sia fisica, sia sessuale dal partner; un milione e mezzo ha subito ripetute violenze dal partner. Ulteriori forme di violenza si associano alla fisica e sessuale: la violenza psicologica dal partner/ex è subita da 7 milioni di donne, 2 milioni hanno subito comportamenti persecutori che le hanno particolarmente spaventate (stalking) ad opera di un ex-partner. Negli ultimi 12 mesi dall’intervista circa un milione di donne sono state vittime di violenza, di cui 74 mila hanno subito uno stupro o tentato stupro. La denuncia di questi episodi è rara: solo il 5,3 per cento nel caso della violenza domestica. Ciò che emerge è un aumento delle denunce di violenza fisica in Italia del 17%, in un anno infatti sono passate dal 23% al 40%. A questo dato si aggiungono le denunce di violenza psicologica (dal 31% al 38%) e di minacce, cresciute dal 13% al 19%. Il grande problema dell’ Italia per contrastare questo fenomeno in aumento è la mancanza di politiche specifiche atte ad un contrasto del fenomeno. Come si è analizzato, poiché la maggior parte delle violenze avviene tra le mura domestiche le donne hanno paura a denunciare, ma anche solamente a parlare a causa della vergogna. La conseguenza di una rete inesistente o comunque scarsa porta loro all’isolamento e alla chiusura rispetto a qualsiasi aiuto. Dal 2009 lo stalking è diventato anche in Italia reato. Ai sensi dell’art. 612 bis del codice penale, il reato di stalking è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, ma la legge protegge la vittima solo su denuncia. Fino al 31 ottobre dell’anno scorso le denunce sono state 4124, le persone in carcere solo 723.
LA SITUAZIONE EUROPEA
Per quanto concerne l’Unione Europea (UE), il 40-50% delle donne di tutti i Paesi membri ha subito almeno una volta nel corso della sua vita una molestia sessuale sul posto di lavoro. In media due donne a settimana sono uccise dal partner attuale o precedente; questo dato costituisce un terzo del totale degli omicidi commessi in Europa. Nello specifico, in Inghilterra e in Galles, circa il 28% delle donne ha subito abusi tra le mura domestiche sin dall’età di 16 anni. Secondo uno studio condotto dal Consiglio d’Europa, una donna europea su quattro è stata vittima di violenza domestica almeno una volta nella vita ( Consiglio d’Europa, 2002). Lo stesso, a tal proposito, ha stilato lo scorso Gennaio la “Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence”, il primo strumento vincolante che riguarda tutte le forme di violenza contro le donne. La Convenzione è aperta alla firma da parte degli Stati dal Maggio 2011. Si auspica che l’Unione Europea, data la sua rilevanza come soggetto istituzionale, divenga membro contraente della stessa.
LA SITUAZIONE MONDIALE
A livello mondiale la situazione è piuttosto preoccupante. Si stima che vengano coinvolte annualmente 800.000 persone nella tratta di esseri umani; l’80% delle stesse è donna, tra cui, nel 79% dei casi, le stesse vengono destinate al mercato dello sfruttamento sessuale. A livello globale, 100-140 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali; nella sola Africa tre milioni di donne e bambine ogni anno rischiano di essere sottoposte a tali pratiche senza contare quelle fatte clandestinamente tra le famiglie di immigrati in Europa. In Sud Africa ogni 6 ore viene uccisa una donna dal partner mentre in India nel 2007 sono state uccise 22 donne al giorno per questioni di dote. In Guatemala, in media, ogni giorno due ragazze vengono uccise. Negli Stati Uniti, 1/3 degli omicidi commessi contro le donne avvengono per mano del partner. Per quanto riguarda la violenza sessuale, nel 2002, 150 milioni di bambine e ragazze, tutte al di sotto dei 18 anni, hanno subito violenza sessuale. Una vittima di violenza sessuale su quattro ha subito tale violenza durante la gravidanza. A San Paolo, in Brasile, una donna viene aggredita sessualmente ogni 15 secondi, mentre in Ecuador le adolescenti nel 37% dei casi subiscono aggressioni sessuali nell’ambiente scolastico. In molti paesi in conflitto lo stupro è utilizzato come arma di guerra, in Rwanda nel 1994 sono state violentate dalle 250.000 alle 500.000 donne con questo motivo. Nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo dal 1996 ad oggi sono stati registrati 200.000 casi di violenza sessuale a danno di giovani donne. In Etiopia il 70,9 % delle donne ha subito almeno una volta nella vita violenza fisica e/o sessuale da parte del partner. Quest’ultimo dato, secondo uno studio di UN Women condotto nel 2011, è il più alto tra i paesi analizzati, tuttavia il fenomeno della violenza rimane ampiamente diffuso.
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