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Donne e lavoro: Italia maglia nera in Europa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 04 Maggio 2011 14:55

Ovunque, in Europa, la 3843016650_d9ef10a349donna lavora meno dell’uomo. Fanalino di coda è  proprio l’Italia che, insieme a Malta, si aggiudica la maglia di peggiore: sono i due Paesi Europei, in assoluto, in cui il binomio donna – lavoro fatica ancora a decollare. Ad affermarlo è l’Eurostat che, in occasione della Festa della Donna, ha reso noti i dati relativi all’occupazione femminile in tutti i 27 paesi che appartengono all’Unione Europea. Se si parla di madri, inoltre, i dati diffusi dall’ufficio europeo di statistica assumono una tendenza a dir poco preoccupante: dopo la nascita del primo figlio, infatti, nel nostro paese lavora solo il 59% delle mamme (contro il 71,3% della media UE), mentre se i figli sono due, la percentuale di madri occupate scende ancora, fino a toccare il 54,1%. In pratica, una madre su due è disoccupata.

E così, se l’occupazione diminuisce dopo il primo figlio, crolla addirittura dopo il secondo. Madri con un figlio: media Ue 71,3%; Francia 78%; Gran Bretagna 75%, Grecia 61,3%, Italia 59% e Malta 45,7%. Madri con 2 figli: media Ue 69,2%, Belgio 77,2%, Francia 78%, Slovenia 89,1%, Finlandia 83,3%, e così via; ultime in fondo all’elenco: Italia 54,1%, e Malta, 37,4%. Crollo verticale per le madri con 3 figli o più: media Ue 54,7%, Belgio 61,7%, Olanda 71,3%; e l’Italia dov’è? Una vera e propria caduta libera in classifica: in questa categoria, risulta, infatti, occupato solo il 41,3% delle donne. Il verdetto è chiaro: in Italia, lavoro non fa rima con famiglia. I costi troppo alti di asili nido e baby sitter, l'assenza di una solida rete di strutture pubbliche cui fare riferimento, la mancanza di flessibilità nell’orario, sono solo alcune delle cause che ritardano una conciliazione  carriera - famiglia quanto mai auspicabile e necessaria, costringendo sempre più donne ad abbandonare il proprio lavoro dopo la gravidanza per dedicarsi alla cura dei figli. Esattamente contrario il trend che riguarda l’occupazione maschile: uomo con un figlio, media Ue 87,4%(Italia 88%); uomo con due figli, media Ue 90,6% (Italia 91,1%); uomo con tre o più figli, media Ue 85,4% (Italia 87,7%). L’Europa, in sostanza, non sembrerebbe essere un paese per donne, fatta eccezione per qualche isola felice: Olanda, Finlandia ed Ungheria sono i tre Paesi in cui le mamme lavoratrici possono sorridere e la tendenza sembra addirittura invertirsi quando al primo figlio ne segue un secondo, o un terzo. Bene anche Belgio e Slovenia. Eppure, in un panorama grigio e desolato, le donne del Bel Paese si prendono una bella rivincita sulle colleghe degli altri Paesi UE: se a livello europeo, infatti, il gentil sesso guadagna mediamente il 17,6% meno degli uomini, le italiane se la ridono. Contro ogni previsione, è proprio l’Italia, il paese europeo dove la differenza di salario tra uomini e donne è la più bassa, appena il 4,9%. Per una volta cediamo ben volentieri la maglia nera a Germania (23%), Regno Unito (21% a dispetto dell’Equal Pay Act ), Francia (19%) e Spagna (17%).

 


 

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