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L’Hi-Tech si colora di rosa PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Marzo 2011 13:19
woman-textingdi Barbara Diani

Donne e tecnologia: binomio vincente. Già, perché il gentil sesso, oggi, punta forte sull’hi-tech e sui nuovi media. E se la donna non si entusiasma granché per l’efficiente multifunzionalità degli smartphone al pari dei maschietti, è soltanto perché abituata da millenni ad esserlo, “multifunzionale”. In casa, con i figli, con il marito e in ufficio. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Ma il feeling con l’innovazione, nonostante il nostro Paese non utilizzi ancora in modo completo il talento e le intuizioni femminili nel campo della ricerca scientifica e dell’alta tecnologia, c’è. Eccome. E la conferma arriva dai dati resi pubblici nel corso dell’edizione 2010 della Conferenza Women & Technologies, promossa dall’Associazione Donne e Tecnologie, network in cui si incontrano esperte e professioniste del settore, andata in scena lo scorso 8 novembre, con la partecipazione della Camera di Commercio di Milano, nelle sale del Museo nazionale della Scienza Leonardo da Vinci del capoluogo lombardo.

 

 

 

La Conferenza, ideata con la collaborazione del Parlamento Europeo, Ufficio di Milano, ha riscosso come ogni anno un notevole successo di pubblico e di interesse e ha visto la partecipazione di oltre duecento persone come pubblico e di trenta giornalisti e operatori dell’informazione. I numeri, frutto di una ricerca della Camera di Commercio, che è andata a spulciare il Registro Imprese confrontando i numeri del terzo trimestre del 2009 e dello stesso periodo del 2010, parlano molto chiaro: l’incremento del settore “imprese in rosa attive nell’hi-tech” (si parla di 11.170 realtà italiane) è stato complessivamente del 2,8% nel giro di 365 giorni. Nella crescita, primi gradini del podio assegnati decisamente al Trentino Alto Adige e alla Lombardia.

Posto d’onore per la verde e a quanto pare innovativa Umbria. Per quanto riguarda la classifica delle regioni nostrane con maggior numero di aziende individuali al femminile attive, il primo posto è della Lombardia, dove opera un’attività italiana su sei (1951 realtà, il 17,5% del totale). Buoni i risultati anche del Lazio (1042 attività, 9,3% del totale) e della Campania (1018, 9,1% del totale).

Tra le province, prima Roma con 764 imprese hi-tech femminili. Seguono a ruota Milano, Torino, Napoli e Brescia. Fanalino di coda nel numero di realtà attive (ma non nella crescita, che secondo i dati resi pubblici a Milano durante Women & Technologies si attesta al 33%) Gorizia. Insomma, le capitane d’azienda le pensano tutte per fare concorrenza ai colleghi uomini. E ormai sfidano la crisi con decisione e a viso aperto. Nella maggior parte dei casi portando a casa risultati che definire significativi è a volte riduttivo. In molti e diversi settori.

L’analisi dei dati fa capire in  modo cristallino che oggi dominano incontrastate, parlando del pianeta innovazione, le aziende individuali in rosa che si occupano in modo specifico di informatica (il 60,4%, cioè tre su cinque). Seguite da quelle realtà impegnate da anni nei servizi postali, nelle attività di corriere e comunicazioni innovative (una su cinque, il 19,3%), nelle fabbricazioni e nelle riparazioni di macchinari e apparecchiature (12,4%). Perciò cestinate il luogo comune che vede le donne distanti dalla tecnologia e attratte soltanto da ciò che brilla o si può indossare. È limitante, anacronistico e soprattutto falso.

 

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