Eventi

<<  Agosto 2014  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
      1  2  3
  4  5  6  7  8  910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Newsletter

Per iscriverti alla newsletter inserisci qui i tuoi dati


Ricevi HTML?

Vanna Bonta, una scrittrice dell’ ”altro mondo” PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Maggio 2012 12:47
Francesca Ceci Vanna-Bonta-vanna-bonta-23641156-419-556

 

Vanna Bonta è una scrittice, attrice e poetessa italo-americana di grande successo. Vincitrice di premi e riconoscimenti, molto conosciuta all’estero per il suo romanzo Flight: A Quantum Fiction Novel, storia ambientata in una dimensione parallela che narra le avventure di una ragazza che ha perso la memoria, si racconta così ai lettori di Minerva e al pubblico italiano.   

 

Vanna, iniziamo parlando della sua passione per la scrittura. Quando e perchè ha deciso di iniziare a scrivere?   

“Credo di essere nata con una curiosità spiccata, accompagnata da un’indole molto sensibile. La mia predisposizione naturale è qualcosa di molto evidente fin dai miei primi ricordi di bambina, un’osservazione assidua, lo sforzo cosciente di percepire e sperimentare la vita. Tutto questo, insieme alla volontà di condividere le mie scoperte e rivelazioni con gli altri, hanno fatto sì che iniziassi a scrivere.
Ho un ricordo molto chiaro del mome nto in cui ho deciso di scrivere: avevo notato la bellezza delle gocce di pioggia sotto le foglie degli alberi, avevo sei anni, presi una matita e un foglio di carta. Ancora oggi l'esperienza della bellezza e dell’intensità umana mi provocano la stessa emozione. Espressioni come queste sono un inno alla vita. E gli esseri umani lo esplicitano con la musica, la pittura, le parole, la danza, l’arte”.
Come è nata l’ìdea di scrivere Flig ht: A Quantum Fiction Novel?

Ero dentro uno spogliatoio di uno studio cinematografico, stavo aspettando che il regista mi chiamasse per andare sul set e immaginavo un ruolo che avrebbe comunicato ciò che più volevo dire al mondo. Ho pensato che il ruolo ideale per un'attrice fosse quello di vestire i panni di una super-eroina, ma un genere diverso rispetto al clichè dell’eroe. La super-eroina doveva essere uno spirito eterno che ha vissuto una vita umana mortale. Ogni essere umano è questo, eroe ogni giorno. Flight è la storia dell'eroe di tutti i giorni, da un lato una superpotenza, dall’altro l’imperfetto mortale.
Ho voluto creare un'avventura che avesse la coscienza umana come protagonista centrale. La sfida è stata incorporare gli elementi cosmici, di fantascienza, componenti invisibili che circondano la nostra esistenza nella vita quotidiana, ciò che si nasconde dietro agli aspetti della vita percepiti, in maniera limitata, dai sensi. Un tema del romanzo è che la coscienza umana, o il pensiero, la materia di cui siamo fatti, si ripercuotono sul mondo materiale.
Nel romanzo, come nella vita, l'azione è un veicolo attraverso il quale i personaggi ritrovano il loro valore, scoprono chi sono veramente per scoprire la realtà più grande che si nasconde dietro al primo sguardo.
Ho grande rispetto per la dignità intrinseca delle persone e ammiro l'eroe che ogni essere umano è. La malattia, la povertà o semplicemente l'invecchiamento, il mondo materiale ad ogni svolta mettono a nudo la dignità e l'individualità delle persone, la loro fragilità ma c'è sempre un senso più grande che dà valore e significato ad ogni esperienza umana.
Flight è in definitiva una storia d'amore, perché credo che l'amore è l'inizio della vita”.

Lei è anche un’attrice, ad Hollywood c’è una lunga lista di attori di origini italiane: Robert De Niro, Al Pacino, Sylvester Stallone, John Travolta, Leonardo DiCaprio, Danny DeVito, Joe Pesci, Ben Gazzara. Secondo lei qual è la più grande differenza tra i film italiani e quelli americani?

“I film italiani iniziano nel cuore, il loro perno è l’umanità e sono molto ricchi culturalmente. Molti dei film che vengono prodotti negli Stati Uniti, invece, sono guidati da un grande budget, un sacco di campane e fischietti che finiscono per essere vetrine per grandi personalità..
Per la maggior parte, la recitazione degli attori italiani non è basata sull’autocelebrazione quanto piuttosto sulla ricerca e il racconto dell’ "uomo qualunque" che diventa una vera e propria star, a mio parere, dando luce anche gli aspetti più banali dell'esistenza umana, con un autentico processo di contributo”.

Lei è la nipote di Luigi Ugolini, ha dichiarato: “sono cresciuta mangiando lasagne”. Ci racconta il suo rapporto speciale con l’Italia? 

“Il mio rapporto con l'Italia comincia con una madre italiana, una madre che conosceva l'amore e non ha mai tollerato nessuna forma di compromesso, una pittrice raffinata e un’artista con la A maiuscola. Passava ore a leggere per me in italiano libri di mio nonno Luigi Ugolini, Giovanni Pascoli, Ugo Foscolo e molti altri. Quando mi commuovevo fino alle lacrime per una storia o una poesia, sembrava soddisfatta. Io, scherzosamente, la accusavo di essere crudele. Mia madre, invece, usava la poesia e le arti come un termometro - se piangevo voleva dire che il mio cuore non era diventato freddo, la mia sensibilità era viva e vegeta. Mia madre mi ha trasmesso questo amore viscerale per la cultura, per la bellezza, mi ha insegnato a vivere con integrità. L'Italia mi ha dato questo. Nella nostra casa, abbiamo avuto molti “eroi” italiani: Leonardo da Vinci, Lorenzo il Magnifico, Galileo, Meucci, Dante, molti uomini e donne dell'arte e della scienza che hanno vissuto per cose più grandi di loro, elevando il mondo nonostante la sofferenza e gli ostacoli. Ho molti cari amici in Italia. I poeti e i miei colleghi di Firenze, Duccia Camiciotti, Anna Balsamo, la Camerata dei Poeti, Roberto Cellini, Pergola Arte e molti altri che mi offrono l'ospitalità più preziosa, quella della comprensione e della visione poetica. Tutto questo mi ha “salvato” da Hollywood. Quando sono in Italia, sento che tutte le priorità della vita sono al posto giusto: lo spirito, la cultura, la famiglia, l’arte, il cibo, la natura - tutte le altre questioni terrene, lavoro incluso, sono dettagli semplici che esistono per sostenere questi. L’Italia, per certi versi, è il cuore del mondo”.

 

Contatti

Redazione Minerva

Casa Editrice Minerva Soc. Coop.

Via Antonio Pacinotti, 13

00146 Roma

Tel +39 06 6892972

Fax +39 06 6892972

E-mail: minervariviste@gmail.com