Intervista a Cinzia Leone , artista istrionica, camaleontica, capace di far ridere e riflettere
di Francesca Ceci
La tua è una personalità artistica dalle mille sfaccettatture, fatta di sarcasmo e riflessione. Poche idee ma molto confuse è una parodia della nevrosi moderna che accomuna un po’ tutti.
“Poche idee ha un po’ di anni, ma è molto attuale perché evidentemente ha fotografato molto bene questo bisogno di spettacolarizzare tutto quello che facciamo. Non c’è più niente di semplicemente normale, tutto quel che facciamo, lo facciamo per farlo vedere agli altri e anche a noi. Siamo annebbiati dal bisogno di rendere spettacolare tu tto e a tutti i costi, cerchiamo gli effetti speciali, non ci sono più le serate, ci sono gli eventi, qualunque sciocchezza viene elevata a valore”.
Leone, Dandini, Reggiani, Finocchiaro e tante altre: la Tv delle ragazze, una bottega di talenti della comicità al femminile. Che ne pensi della tv di oggi e del ruolo della donna in tv?
“La tv da un po’ di anni a questa parte sta facendo tanto per rianimare il teatro, perché è talmente brutta che i teatri si stanno riempiendo (ndr, sorride). A parte la battuta, voglio dire che passa sempre più il messaggio che tutto quel che funziona ha diritto di essere replicato, ma bisogna vedere se davvero tutto quel che funziona deve essere reiterato, perché può diventare pericoloso. La tv ci autorizza tutti ad aprire la bocca, anche a sproposito, tutti urlano, danno giudizi come se avessero la risposta in tasca. Di donne protagoniste ce ne sono, ma in realtà credo che il problema della tv sia il tono che viene usato, ci si urla addosso senza confrontarsi sulle vere contraddizioni della vita. Quando uno parla deve sempre pensare di comunicare, o almeno di dire qualcosa, se vogliamo possiamo anche definirlo messaggio; di gente che parla a vanvera ce n'è già abbastanza. La comicità, ad esempio, mette in luce le nostre contraddizioni, prima fra tutte l'intolleranza. Questa, invece, è sempre più una tv che non ha il coraggio di tirare fuori con sincerità la parte peggiore di noi per poi magari riconoscere anche la parte migliore, quella che dovremmo scegliere. E allora mi domando che senso ha guardare per ore cose che non dicono nulla, che non raccontano la contraddizione, la fatica che facciamo per vivere. Non è una tv sincera, perchè non mi garantisce l’autenticità, mi garantisce solo quel che vorremmo essere, non quel che siamo.”
Anche per questo hai scelto di allontanarti dalla tv e dedicarti al teatro?
“Ho scelto di allontarmi, ma anche la tv mi ha allontanato. In questa tv io forse non c’entro molto, a loro non interessa che io partecipi e in fondo non interessa troppo neanche a me. A me piacerebbe moltissimo fare la tv, ma una tv che abbia un aggancio con la realtà, non un aggancio con la realtà che di reale non ha nulla. Non basta mettere una persona in tv per farla diventare vera. La telecamera induce le persone a cercare di essere a tutti i costi meravigliose, bellissime, alte e bionde, ma attenzione, una tv sincera è una tv che tira fuori la nostra incapacità di essere perfetti, non la finta perfezione”.
Continua l’occupazione al Teatro Valle di Roma. Sempre in prima linea
con la tua comicità responsabile non hai fatto mancare il tuo appoggio: che momento è per la cultura?
“È un momento di passaggio, di cambiamento. Non si sa perchè la cultura è da sempre sinonimo di noia, riservata a pochi eletti. Invece, io credo che la sfida di questo momento, sia quella di portare il significato bellissimo di questa parola anche a chi non ha mai avuto il privilegio di conoscerlo. Cultura come diceva Monicelli vuol dire “coltivare”.
Una carriera di successo tra tv, cinema e teatro: qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Il cassetto è vuoto, non perché non ho sogni ma perché i sogni non devono stare nel cassetto, bisogna tirarli fuori e realizzarli. Io ho sempre fatto così, quelli che volevo li ho realizzati, combattendo. E se qualche sogno è rimasto nel cassetto allora significa che non lo volevo abbastanza. Il sogno della mia vita è rimanere viva, non difendermi sino al punto di aver talmente tanta paura di soffrire e non fare più niente, voglio avere il coraggio di scontrarmi con la parte peggiore di me e tirare comunque fuori qualcosa di bello”.
BOX
Poliedrica, irriverente, mai banale, pesca a piene mani nel proprio vissuto, cogliendo i controsensi del quotidiano e ci regala la sempre più rara arte di una comicità intelligente e responsabile. Cinzia Leone, classe 1959, esordisce nel 1981 con Polvere di Stress, successivamente entra nel programma di Serena Dandini La TV delle ragazze dove si mette in luce come attrice comica vivacissima e intelligente in mezzo a un variopinto numero di grandi interpreti italiane come: Monica Scattini, Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Susy Blady, Sabina Guzzanti, Tosca D'Aquino, Iaia Forte, Isa Gallinelli, Alessandra Casella e Francesca Reggiani. Il debutto cinematografico con Carlo Vanzina nella commedia Le finte bionde (1989), cui seguirà, lo stesso anno, il film tv diretto dal maestro Mario Monicelli La moglie ingenua e il marito malato con Stefania Sandrelli. Nel 1990 è Gigliola in Stasera a casa di Alice di Carlo Verdone.Dal 1990 al 1991 torna in tv con Stasera mi butto e il grandioso successo di Avanzi, prendendo parte anche alla serie tv Un inviato molto speciale (1991). Nell’esilarante commedia noir di Monicelli Parenti Serpenti, è perfetta nel ruolo di Gina, cognata snob e un po’ velenosa. È il 1991, Cinzia accusa un forte mal di testa durante la prima del film Donne con le gonne di Francesco Nuti, ricoverata d’urgenza in ospedale, le viene diagnosticato un aneurisma congenito dell’arteria basilare. La trasferiscono in America, a Phoenix, dove viene sottoposta ad un difficilissimo intervento. Dovrà assentarsi dalle scene, ma torna più ruggente di prima per un secondo tempo tutto da vivere e da ridere. In tv appare nella miniserie Ma il portiere non c'è mai? (2002) e Carabinieri (2007), prestandosi anche come doppiatrice per il cartone animato della Disney Mucche alla riscossa. Il 13 aprile 2007 esce nelle sale italiane Nero bifamiliare opera prima di Federico Zampaglione. Nel film interpreta la mamma di Marina (Claudia Gerini). Sempre nel 2007 recita a fianco di Sabina Guzzanti nel film Le ragioni dell'aragosta, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2010 è nel cast del film-tv di Canale 5 Colpo di fulmine. Tanti e di successo i suoi spettacoli teatrali, tra i quali ricordiamo Strana forte la gente, Rodimenti, Poche idee ma molto confuse, Outlet. |