Eventi

<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   

Newsletter

Per iscriverti alla newsletter inserisci qui i tuoi dati


Ricevi HTML?

Mare Nostrum, sorgente di civiltà PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Maggio 2011 14:44
di Oretta Zanini De Vitts1980v3-57ba

 

 

Ma cosa sta succedendo nel Mediterraneo, in questo nostro mare, che è stato uno dei grandi protagonisti ed elemento fondamentale della cultura del mondo? Infernali giochi geopolitici hanno portato, nei tempi, le operose popolazioni rivierasche di questo immenso lago a fronteggiarsi  in cagnesco, mettendo in grandi difficoltà commerci e culture che per secoli lo hanno visto protagonista. Ricchezza di acque e terre fertilissime  hanno  nei millenni  attirato popolazioni ad insediarsi lungo le sue rive dove le favorevoli condizioni di vita, trasformarono queste popolazioni in grandissime civiltà; ecco che sin dal II millennio a. C., questo immenso lago creato milioni di anni fa dai rivolgimenti geologici, era già frequentato da imbarcazioni che praticavano il piccolo cabotaggio, alla ricerca di proficui scambi commerciali, perché la via del mare era più sicura delle vie di terra.

 

Vero è che la vita non finiva alle Colonne d’Ercole, se si cominciano a documentare traffici fenici di piccolo cabotaggio lungo le coste portoghesi, o quelli greci intorno al Mar Nero. Ecco che gli arditi marinai dovettero viaggiare sottocosta soltanto di giorno, sfruttando gli approdi anche su coste sabbiose perché le imbarcazioni con poco pescaggio potevano facilmente attraccare sulle foci dei fiumi. Etruschi viaggiavano verso le coste africane con i prodotti delle loro miniere, i Fenici approdavano alle coste tirreniche con le grandi imbarcazioni cariche di merci: non parlavano una lingua comune, ma quando la mercanzia veniva depositata sulla spiaggia, in un’area accanto le popolazioni locali  sistemavano l’oro per il pagamento o altra merce di scambio. E dopo silenziose trattative operanti  attraverso l’aggiunta di merce da una parte o  di oro  dall’altra, ognuno  ripartiva  contento.

Le parole non sarebbero servite. Gli studiosi attribuiscono allo sbocco a mare dei numerosi fiumi, i primi proficui luoghi per gli scambi commerciali, tenendo presente che le antiche foci dovevano essere molto più arretrate sul mare di quanto non siano oggi per la mutazione orografica del territorio nel tempo. Merce di scambio, oltre ai prodotti minerari, fu certamente il sale, indispensabile per la conservazione degli alimenti e per la concia delle pelli. Da parte etrusca poi si vendevano i cereali in esubero, che la fertile area produceva copiosi.

Nei due millenni che seguirono il Mediterraneo ha visto solcare le sue acque le avveniristiche imbarcazioni delle grandi civiltà che si sono sviluppate lungo le sue rive. E dalle galee cariche di grano e legumi dall’Egitto (uno dei grandi obelischi di Roma fu trasportato  immerso  in un carico di lenticchie  per evitare che bruschi movimenti dell’imbarcazione potessero danneggiarlo) o cariche di preziosi marmi dalla Grecia si è passati, nei secoli successivi, alle navi cariche di armati per quei conflitti interni che, visti con il senno di poi, rivelano tutta la loro incongruenza con il prezzo pagato.

Oggi, che il tempo ha scavato i suoi solchi profondi, dovremmo provare a guardare la costa, tutta la costa, come luogo in cui nuovamente le culture, incontrandosi, potrebbero arricchirsi a vicenda, dove, se ogni risorsa naturale fosse lasciata in giusto e organizzato godimento alle popolazioni locali, si eviterebbero oceaniche migrazioni di derelitti alla disperata ricerca di una terra sulla quale vivere in pace, dove potrebbero tornare  pacifici traffici commerciali a solcare quelle acque il cui colore smeraldo ci è invidiato da tutto il mondo, dove infine, nell’avvicendarsi di grandi e piccoli centri abitati, le spiagge durante l’estate tornerebbero a riempirsi del vociare di spensierate persone in vacanza.

A dirle così, queste cose, sembrerebbero persino facili da realizzare!

 

 

Contatti

Redazione Minerva

Casa Editrice Minerva Soc. Coop.

Via Antonio Pacinotti, 13

00146 Roma

Tel +39 06 6892972

Fax +39 06 6892972

E-mail: minervariviste@gmail.com