di Oretta Zanini de Vita
Con l’avvicinarsi delle feste, le papille gustative di ognuno di noi cominciano ad allertarsi. Panettoni, torroni e dolci d’ogni genere, leccornie pronte a soddisfare occhi e palato che hanno in comune un ingrediente prelibato: il cioccolato. Perché lui, voluttuosamente morbido, dal profumo avvolgente e sensuale, dai mille e un sapori, si scioglie in bocca alla temperatura del nostro corpo avvolgendo in un’unica sensazione meravigliosa, non solo le papille. Esecrato dai fustigatori dei piaceri della vita, amato soprattutto dalle donne, messo all'indice, con alterne vicende da dietologi e moralisti, ma sempre sulla cresta dell'onda dei consumi, legato ad un rituale piacere che della gola è solo in superficie: ebbene, sì, è proprio lui, il cioccolato!
Tante cose dice a ciascuno di noi una fumante tazza di cioccolata o un brillante cioccolatino avvolto in carta argentata: ricordi d'infanzia, di situazioni piacevoli, di momenti aggreganti, di persone o di luoghi, spesso lontani nel tempo e nello spazio. E tutto questo, chissà perché, è soprattutto coniugato al femminile! Oggi le ricerche nel campo della chimica degli alimenti hanno fatto interessanti scoperte, una di queste fatta da una Università americana e basata su interviste a donne di ogni età ed estrazione, ha dato dei risultati curiosi: il 97% delle donne intervistate ha detto di essere soggetta a voglie alimentari e di queste il 68% è indirizzata al cioccolato; poi ci sono quelle, e sono il 50% , che afferma di preferire il cioccolato al sesso e i circa 5 miliardi di vecchie lire all'anno che si spendono negli States per acquisti di cioccolato sono spesi soprattutto dalle donne.
Oggi la ricerca scientifica si è fatta più attenta sulle caratteristiche dietologiche di questo oscuro oggetto del desiderio femminile e anche se gli effetti del cibo sulla biochimica del cervello, sono ancora agli inizi, già da diversi anni alcuni ricercatori del Massachussets Institute of Technology, hanno trovato che i cibi ricchi di zuccheri e di amidi sono in grado di stimolare la serotonina, una sostanza che è un potente mediatore chimico cerebrale, in grado di indurre uno stato di tranquillità e di stabilità all'umore. Recentemente poi altri ricercatori della Michigan University sono riusciti a precisare una relazione fra il cibo e l'umore, stabilendo che, per sentirsi bene e pieni di energia, non soltanto si desiderano cibi ricchi di zucchero, ma si ha anche bisogno di grassi. E quei particolari grassi contenuti nella cioccolata sono in grado di rilasciare le endorfine che sono altri mediatori chimici cerebrali, che danno energia alla mente.
Quale cibo dunque contiene contemporaneamente zuccheri e grassi vegetali, in una perfetta combinazione con altre sostanze preziose? Lui, proprio lui, il mitico cioccolato. Ricco anche di Teobromina, una sostanza che aiuta le capacità di concentrazione e cognitive del cervello, nonché di magnesio valido aiuto per chi fa grosse fatiche, il cioccolato ha un’altissima digeribilità, contrariamente a quanto si è sempre sostenuto; è insomma uno degli alimenti più ricchi e completi che esistano sulla terra, in cui trovano un provvidenziale e perfetto equilibrio grassi, carboidrati e proteine.
Progresso e ricerche ci hanno tolto fantasia e poesia: certo gli antichi Maya prima e gli Atzechi poi, qualcosa dovevano sapere sui preziosi poteri di quel seme che portavano sempre con se, usandolo anche come moneta, vera e propria unità di misura commerciale. Poi, quando si sentivano stanchi o spossati, lo schiacciavano insieme al peperoncino, lo mescolavano con acqua, lo frullavano con un curioso frullino e ne ottenevano una corroborante bevanda schiumosa, che fece inorridire i primi conquistadores.
Un secolo più tardi, con l'introduzione in quelle terre della canna da zucchero, ci fu un grande benefattore dell'umanità che, per primo, mescolò la polvere bianca ricavata dalla canna con la bevanda tradizionale. Pare che fossero delle monache di un convento peruviano ad inventare così una bevanda che, introdotta in Europa, cambierà drasticamente usi e costumi delle società occidentali.
Oggi, bistrattata da certa dietetica, la fumante tazza di cioccolata si è rarefatta nei nostri costumi, perché ci hanno stupidamente spiegato che fa male e ingrassa. Per fortuna ci soccorrono le recenti ricerche e finalmente qualche autorevole voce si alza per dirci che se ci viene voglia di un po' di cioccolata, se ne sentiamo il desiderio, significa che realmente il nostro cervello ne ha bisogno, ed è davvero stupido privarsene, naturalmente senza esagerare.
Teobroma, l'hanno chiamata, cioè cibo degli dei: e finalmente, senza remore e senza mortificanti scrupoli, anche noi possiamo avvicinarci alla mensa degli Dei e non è poca cosa se un solo, piccolo boccone può darci un momento di intensa felicità.
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